IL RINASCIMENTO

Madonna con bambino, San Massimo e San Michele ArcangeloMadonna col bambinoCappella di Celestino V

(1) Francesco da Montereale, La Madonna col Bambino tra i santi Michele Arcangelo e Massimo, 1507-09

(2) Saturnino Gatti (attr.), Madonna col Bambino (anche detta Madonna di Collemaggio), 1510-15 ca (fonte)

(3) Girolamo da Vicenza, Mausoleo di Celestino V, 1517 (prima del restauro; fonte)

XIV-XVI SECOLO

L'arrivo delle spoglie del Santo nel 1327 dà nuovo impulso ai lavori. La chiesa assume la configurazione che conserva tuttora: tre navate, transetto e tre absidi affiancate. Vengono realizzati il pavimento dicromo e le monofore trilobate lungo i muri perimetrali, ricostruiti la parte alta del transetto e, verosimilmente, la fila meridionale di pilastri della navata centrale su basi ottagonali. In questa occasione, tutte le superfici disponibili – pareti, pilastri e capriate – vengono ricoperte di pitture, di cui oggi sono visibili solo alcuni frammenti. Dopo che nel 1444 il monastero è incorporato alla provincia di Francia, e a seguito dei terremoti del 1456 e del 1461, la Basilica viene interessata da nuovi lavori e la pavimentazione integrata con disegni con circonferenze concentriche simili a quello dell’oratorio di S. Maria del Ponte di Roio (1457).

La bellissima facciata, considerata «uno dei più evoluti esempi di facciata abruzzese a coronamento orizzontale» viene innalzata a cavallo tra la metà del Trecento e la metà del Quattrocento, su una preesistenza muraria collegata alla fortificazione, Divisa in due livelli da una cornice aggettante, i diversi elementi che ne animano la superficie – i tre rosoni, i tre portali, le mensole, le paraste – sono avvolti dall’eccezionale paramento bianco/rosa a croci e quadrati inscritti, che ne attutisce le asimmetrie e i disallineamenti dovuti alla realizzazione in più fasi.

Nella prima metà del XVI secolo la Basilica si arricchisce di capolavori rinascimentali. Tra il 1507 e il 1509 Francesco da Montereale decora la cappella Baroncelli. Di sua mano rimane l’affresco con Madonna con Bambino, San Massimo e San Michele Arcangelo (fig. 1) ritrovato nella nicchia lungo la parete nord riportata alla luce nel corso del restauro del 1970-1972. Nello stesso 1509 vengono raccolti i fondi per la statua della Madonna col Bambino (fig. 2), identificabile nel capolavoro di terracotta attribuito a Saturnino Gatti, in attesa di essere ricollocato sull’altare destro nel transetto. Al 1517 risale la realizzazione del Mausoleo di Celestino V (fig. 3) ad opera di Girolamo Pittoni da Vicenza, con fondi messi a disposizione dai lanari dell’Aquila.

Le Origini   [---]   Il Barocco