IL BAROCCO

Interno Collemaggio

Interno della Basilica di Collemaggio con l’apparato decorativo barocco risalente ai secoli XVII-XVIII, foto scattata prima del 1970 (fonte)

XVII-XVIII SECOLO

L'abbellimento della Basilica continua nei secoli successivi, registrando fedelmente i cambi di gusto nel campo delle arti. Alla metà del '600 vengono innalzati nuovi altari laterali nel transetto, mentre tra il 1659 e il 1669 l’interno della Basilica subisce una radicale riconfigurazione secondo gli stilemi tipici del barocco. Vengono occultati i pilastri lapidei ottagonali inglobandoli entro sostegni cruciformi, mentre le ogive originali sono ricondotte ad arcate a tutto sesto. Al di sotto di un soffitto piano ligneo, a cassettoni ottagoni colorati di azzurro, rosso e oro, un attico separato da un cornicione viene popolato di angeli, putti, volute e festoni in stucco. Sulle pareti del coro e delle navate laterali sono sistemati i dipinti del pittore e monaco celestino Carl Ruther di Danzica, che raccontavano episodi della vita di Celestino V, oltre a fissare piacevoli scene in cui santi e animali di ogni specie interagiscono in paesaggi naturali. Nel 1673 Francesco Bedeschini e aiuti realizzano gli stucchi della tribuna dell’altare maggiore.

Il terremoto del 1703 determina il crollo del transetto, del presbiterio e di parte della navata centrale, con le arcate longitudinali e parte del soffitto barocco. Già tre anni dopo, ciò che era andato perduto è ricostruito, con l’aggiunta di una cupola a calotta ornata da nuovi stucchi. Nel 1709, viene collocato nella Basilica il grandioso organo a canne, forse riutilizzando in parte elementi di un’opera preesistente. Gli altari barocchi in marmo, con le balaustre, sono realizzati tra il 1715 (altare maggiore) e il 1736 (cappella di Jean Bassand), mentre quelli in stucco lungo le navate laterali, non più esistenti, vengono eseguiti intorno alla metà del secolo.

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