DISTRUZIONI E RESTAURI

Esterno Collemaggio 1915-1919Interno Collemaggio 1972

(1) Militari marciano di fronte alla facciata parzialmente smontata di Collemaggio, 1915-19 (fonte)

(2) Interno della Basilica di Collemaggio dopo il restauro del Soprintendente Mario Moretti, 1972

XIX-XX SECOLO

A seguito della soppressione degli ordini religiosi (1807), il monastero viene secolarizzato e utilizzato come ospedale militare fino al 1821, poi come caserma fra il 1846 e il 1859. Il venir meno della cura dei religiosi che fin dall’origine vi officiavano provoca un generale deterioramento delle condizioni dell’edifico, più volte denunciato soprattutto nella seconda metà dell'800. Le istituzioni del nuovo Stato unitario allora preposte alla tutela dei beni culturali intervengono con riparazioni puntuali sulla facciata e sulle coperture. Nel frattempo, lo sviluppo moderno della città pone l’esigenza di un più diretto collegamento tra questa e il suo monumento religioso più importante. Sebbene già nel 1854 veniva colmato il vallone interposto fra la Basilica stessa e le mura, fu solo negli anni Trenta che viene creato il viale alberato di collegamento fra il nuovo quartiere di ampliamento ad est della città e la Basilica.

Il disastroso terremoto che nel 1915 colpisce la Marsica provoca il ribaltamento dell'angolo superiore sinistro della facciata, che viene smontato pezzo per pezzo (fig. 1). A causa della guerra, l'intervento di restauro viene compiuto solo nel 1920. Il prospetto è rinforzato da un telaio in cemento armato, con speroni addossati alla controfacciata, muniti di tiranti metallici interni. Il paramento murario, opportunamente smontato e catalogato, viene rimontato pezzo per pezzo. Fra il 1960 e il 1964 il Genio Civile demolisce e ricostruisce la cupola in cemento armato e sistema il coronamento del torrione. Fra il 1969 e il 1972 il Soprintendente architetto Mario Moretti attua un restauro di ripristino con lo scopo di riportare la Basilica alla sua facies medievale due-trecentesca (fig. 2). Le critiche mosse al restauro in corso, giudicato troppo estremo e per certi versi arbitrario, determinano l'interruzione dei lavori quando ormai l'apparato decorativo barocco è stato asportato dalle navate e dal coro. A seguito di un nuovo progetto di restauro redatto nel 1998, nuovi lavori vengono realizzati in più stralci distribuiti nell'arco di un decennio. Nel 2009, prima del sisma del 6 aprile, era in corso il restauro della facciata.

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