LE OPERE D'ARTE

Celestino VAltare CollemaggioOrgano Collemaggio

(1) Ritratto di San Pietro Celestino, primo quarto del sec. XVIII

(2) Altare di Jean Bassand, 1736 (dopo il restauro del 2017)

(3) Organo barocco, 1709 (dopo la ricollocazione in Basilica nel 2018)

All’indomani della riapertura della Basilica nel dicembre 2017 si è dato il via anche al complesso e articolato processo volto a completare il restauro e la ricollocazione delle opere d’arte e degli arredi che formavano parte del suo apparato decorativo. Si tratta di un imponente numero di opere, un centinaio, che includono le tele che ornavano le cappelle di Celestino V e Jean Bassand, il ciclo di sei tele illustranti la vita di San Celestino eseguito da Carl Ruther per il coro, la grande tela di Nicola Malinconico con l’attraversamento del Mar Rosso, i dipinti dell’altare di San Giovanni Battista, le sei tele di Ruther con scene di santi e animali, la statua della Madonna di Collemaggio di Saturnino Gatti, quelle di San Francesco e di Sant’Antonio, il busto-reliquario di Celestino V, e ancora altri reliquari, le tele che ornavano la sagrestia e la cappella dell’Abate, candelieri, crocefissi e tabernacoli, confessionali e inginocchiatoi, e altri complementi di arredo.

Le generose donazioni immediatamente successive al sisma hanno consentito nel 2018 di restaurare e ricollocare al suo posto il monumentale organo barocco (fig. 3). I lavori condotti dalla Direzione Regionale, poi Segretariato Regionale MIBACT Abruzzo, hanno permesso di recuperare interamente la preziosa cassa in legno dorato sbriciolata dal crollo del 2009, mentre la Soprintendenza ha curato la realizzazione della struttura di sostegno e la ricollocazione. Tali fasi di lavoro hanno potuto contare anche sulla preziosa consulenza tecnico scientifica dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Nello stesso anno è stato riportato in Basilica il ritratto a mezzo busto di San Pietro Celestino in veste papale che sorregge il modellino della città dell’Aquila (fig. 1), databile ai primi decenni del XVIII secolo, che era stato trafugato nel 2000 e poi recuperato dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale. Sono stati inoltre ricollocati due dipinti: la Mistica Colomba (XVIII sec.) sulla cimasa dell’altare destro nel transetto, e la bella tela raffigurante il corpo giacente di Jean Bassand (XVIII sec.) che ne chiude il sacello sull’altare (fig .2) della Cappella a lui dedicata.

Sono stati inoltre avviati, e sono tutt’ora in corso, le attività di ricognizione e i complessi percorsi tecnico-amministrativi (progettazione e gare d’appalto) che consentiranno di eseguire i restauri di dipinti, sculture e arredi sacri (oggi conservati in depositi temporanei) propedeutici alla futura ricollocazione. Tali interventi verranno in parte eseguiti grazie a fondi già disponibili derivanti da generose donazioni private, in parte attivando collaborazioni con istituzioni nazionali operanti nel campo della didattica del restauro, e in parte direttamente dai funzionari restauratori della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Aquila.