LA TRANSUMANZA

Rilievo funerario con scena di transumanza

Rilievo funerario con scena di transumanza (I sec. d.C.), rinvenuto nel muro perimetrale della chiesa di San Gaetano a Sulmona (AQ), e oggi conservato presso il Museo Civico della città.

L’11 dicembre 2019, il Comitato Intergovernativo per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell'UNESCO ha sancito il valore universale della Transumanza, inserendola nella Lista del patrimonio dell’umanità. La candidatura, avanzata dall'Italia in qualità di capofila insieme a Grecia e Austria, mirava al riconoscimento del movimento stagionale del bestiame lungo gli antichi percorsi nell’area del Mediterraneo e nelle Alpi, fenomeno che coinvolge comunità di diverse regioni italiane quali Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Molise, Puglia, e le province di Trento e Bolzano.

Il Comitato Intergovernativo dell’UNESCO ha messo in evidenza il valore multiculturale del fenomeno, che vede greggi, pastori, cani e cavalli spostarsi lungo itinerari che collegano aree geografiche diverse e distanti. La Transumanza coinvolge coloro che si spostano, come anche le comunità stanziali che questi incontrano, favorendo lo scambio e l’incontro attraverso specifici rituali e comportamenti sociali, modificando il paesaggio allo scopo di minimizzare i rischi naturali, e intervenendo su di esso creando strutture utilitarie, che spesso assumono anche connotazione simbolica e devozionale. I pastori hanno accumulato una conoscenza profonda degli ambienti che annualmente attraversano, come anche specifiche abilità riguardanti l’approvvigionamento di cibo, la produzione di oggetti, e la narrazione orale (poesia a braccio). L’inizio e la fine della Transumanza sono segnati da festività e rituali che solitamente prevedono la condivisione di cibo ad accompagnare canti e racconti con cui il patrimonio di esperienze e conoscenze viene trasmesso alle nuove generazioni. L’UNESCO ha sottolineato anche l’importanza della Transumanza nel contesto della valorizzazione delle espressioni culturali connesse a pratiche di pastorizia sostenibili in ambienti rurali come risposta ai fenomeni di urbanizzazione incontrollata e abbandono dei territori periferici.

Santa Maria dei CintorelliSanta Maria delle Grazie

Sinistra: Santa Maria dei Cintorelli, sec. XVI - Caporciano (AQ); destra: Santa Maria delle Grazie, sec. XII-XVI - Civitaretenga, frazione di Navelli (AQ).

La Transumanza ha segnato profondamente la storia e il territorio dell’Abruzzo; da questa regione prendevano le mosse ben cinque Regi Tratturi. Tra questi, il più lungo è il Tratturo L’Aquila-Foggia che, in virtù dei suoi 244 km di lunghezza, è chiamato anche “Tratturo Magno”. Lungo il suo percorso enormi greggi provenienti dai massicci del Gran Sasso, di parte del Sirente e della Majella si incamminavano annualmente verso i vasti pascoli del Tavoliere delle Puglie, a tratti lambendo le sponde del Mar Adriatico. Il territorio dell’Aquilano è ancora caratterizzato da tratti integri, e da numerose costruzioni che testimoniano dell’antico percorso. Ne sono esempi le cone (cappelle votive), le chiese tratturali - come quelle di Santa Maria dei Cintorelli (Comune di Caporciano) che segnava il punto in cui dal Tratturo Magno si dipartiva il Regio Tratturo Centurelle-Montesecco, Santa Maria delle Grazie ai piedi del borgo fortificato di Civitaretenga (fraz. di Navelli), la suggestiva Santa Maria di Cartignano (Bussi), e Santa Maria delle Grazie (Collarmele) lungo il Regio Tratturo Celano-Foggia - e poi le capanne e i recinti di pietra a secco, gli stazzi, i cippi e i fontanili. Un patrimonio diffuso ed estremamente prezioso che testimonia di una pratica che per secoli ha garantito il contatto sociale, la sussistenza economica e la fioritura culturale di comunità distanti. Quella che è stata efficacemente definita “civiltà della Transumanza” è un fenomeno complesso, che necessita di essere studiato nella molteplicità delle sue implicazioni, incluse quelle che, nella generale tendenza alla svalutazione, se non disprezzo, delle attività agro-pastorali, hanno determinato l’oblio di tali pratiche, insieme ai valori culturali e sociali ad esse strettamente connessi. (ADF)

Link di approfondimento:

- Pagina UNESCO dedicata alla Transumanza

- Pagina de Le vie dei tratturi